La separazione fittizia? Premiata dal fisco. Uno studio del CAF CISL
La separazione fittizia? È «premiata» dal fisco. Lo testimonia uno studio del Centro di assistenza fiscale della Cisl di Pisa. Un esempio su tanti: il caso di un nucleo familiare residente nella città toscana e composto da genitori coniugati e conviventi e tre figli minori a carico, di cui uno portatore di handicap, con un reddito lordo annuo derivante da lavoro dipendente pari a 50mila euro ciascuno. Uno dei due è proprietario della casa di abitazione che ha una rendita catastale di 900 euro, l'altro di un altro appartamento utilizzato per le vacanze, con rendita catastale di 800 euro.
Immobili gravati di un mutuo i cui interessi superano i 4mila euro all'anno. «Entrambi i mutui - spiega l'operatore Caf Livio Marchi - saranno presi in considerazione per gli abbattimenti previsti dalla normativa Ise, ma solamente gli interessi del mutuo per l'abitazione principale potrà essere detratto in sede di dichiarazione dei redditi. I genitori hanno un conto in banca cointestato di euro 20mila. Due figli frequentano la scuola elementare a tempo pieno, quindi ogni giorno consumano il pasto alla mensa della scuola. Il terzo figlio viene affidato ogni giorno all'asilo nido. La famiglia pagherà annualmente IRPEF per euro 28.449, addizionale regionale per euro 910 e addizionale comunale per euro 809, per un totale di euro 30.168. In più uno dei due genitori pagherà annualmente un'ICI per la seconda casa pari a euro 756. Il valore ISEE del nucleo familiare risulterà essere pari a euro 32.978,63; di conseguenza la fruizione dell'asilo nido costerà annualmente euro 3.743 e la mensa per i 3 figli euro 2.916. Quindi, tra tasse erariali e tariffe scolastiche la famiglia spenderà complessivamente in un anno euro 37.583.
Se i due genitori decidessero di separarsi legalmente e uno dei genitori andasse a risiedere nella casa destinata alle vacanze, avremo due nuclei familiari distinti. Le conseguenze? La seconda casa diventerà abitazione principale e anche gli interessi pagati per il mutuo saranno detraibili in dichiarazione dei redditi e l'intero ICI non sarà più dovuto. Inoltre l'ISE non terrà più conto né del reddito né del patrimonio del coniuge uscito dal nucleo familiare; gli ex coniugi pagheranno annualmente in tutto un Irpef di euro 27.214, un'addizionale regionale di euro 900 e un'addizionale comunale di euro 800, per un totale di euro 28.914. L'ICI sarà pari a zero. Il valore ISEE del nucleo familiare risulterà essere adesso pari a euro 17.551,15; di conseguenza la fruizione dell'asilo nido costerà annualmente euro 3.194 e la mensa per i 3 figli euro 2.538. La spesa complessiva annua nella nuova situazione sarà pari a euro 34.646, con un risparmio rispetto alla situazione iniziale di euro 2.937.
Ultimo aggiornamento (Martedì 29 Novembre 2011 09:38)







