16 Giugno 2011 - Consiglio Generale dedicato alla formazione
Il segretario Gianluca Federici : «Ranieri? Ai giorni nostri avrebbe fatto il sindacalista».
«Ranieri, secondo quanto ci regala la tradizione, era un imprenditore, per la precisione un commerciante, anche se formalmente l’azienda era intestata al padre. Commerciava sicuramente formaggi, ma probabilmente anche altre mercanzie. Quando era già da alcuni anni in Terra Santa, però, decise di rinunciare a tutti i suoi beni. Convocò i soci in affari e liquidò i beni della società, mentre rinunciò all’eredità paterna a favore di sua sorella. Saltò la barricata - diremmo oggi - e da allora si mise al servizio degli ultimi, della pacificazione, in definitiva del bene comune. Non so se arriviamo a una conclusione troppo affrettata, ma a noi fa piacere pensare che ai nostri giorni, Ranieri avrebbe potuto fare il sindacalista».
Così il segretario generale della Cisl pisana, Gianluca Federici, presentando, giovedì scorso all’hotel Abitalia Tower Plaza, l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto in occasione del consiglio generale del sindacato.
Il tema scelto per questa seduta del consiglio era «la formazione sindacale, tutela dei diritti per la dignità della vita dei lavoratori». Testimonial di eccezione, Maurizio Petriccioli segretario nazionale confederale con delega alla formazione e don Giuseppe Stoppiglia formatore sindacale dei quadri della Cisl. Presenti anche una cinquantina di operatori che quest’anno si sono aggiornati in corsi di formazione. I loro nomi: Paolo Agelli, Andrea Marchetti, Rugiada Micheletti, Gabriele Mollia, Luca Ponghi (Femca), Marco Fontanelli e Maurizio Petrini (Flaei), Fausto Barbini, Fabio Giannetti e Salvatore Romano (Filca), Marco Cappelletto, Nicola Giacomelli, Marina Malerbi, Massimo Pierotti e Angela Saponaro (Fiba), Fausto Guerrieri e Lorenzo Carmignani (Fim), Marco Berni, Andrea Cultraro, Sonia Iachella, Cheikh Gningueserigne, Cristina Mazzanti e Francesco Pileri (Fisascat), Silvia Cosci, Daniele Cai, Simona Carlotti, Roberto Pantani (Fistel), Alessandro Bandinelli, Alberto Contini, Massimo Marino, Giancarlo Olivieri e Valerio Russo (Fit), Stefano Balatresi, Laura Bartolucci, Olivia Buccolini e Lorella Scaramelli (Slp), Marco Santerini, Paolo Ciro Mercurio, Andrea Nardi (Fns), Francesca D’Apice, Marco Seragini, Fabrizio Terreni (Fps), Maria Giuseppa Canuso, Paola Giorgetti, Paolo Gori, Benedetta Moreschini, Daniela Seppia (scuola), Marco Paterni (Ricerca), Massimo Cagnoni e Monica Fagiolini (Università).
Nel suo intervento l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto ha parlato dei valori che ruotano intorno al personalismo, che ben si distinguono da quelli propri dell’individualismo ed ha insistito sulla necessità di una formazione «globale» (sindacale, sì, ma anche umana e spirituale) dei lavoratori impegnati nella Cisl.
Forse ai tempi di Ranieri non esistevano le «categorie» ma esistevano le corporazioni, che si identificavano nelle «universitas» - ha spiegato l’Arcivescovo.

Citando lo storico sindacalista Bentivogli, Gianluca Federici, nel suo intervento ha tracciato l’identikit del «buon» operatore sindacale: «il sindacalista è uno che sente come i lavoratori, ha i loro stessi sogni ed i loro stessi progetti. Mette la persona prima di tutto. Promuove la giustizia e l'uguaglianza di opportunità. Dice sempre la verità, sapendo che questa può essere scomoda e comportare dei rischi: l’impopolarità, la rinuncia alla carriera. La verità viene prima della propria sicurezza, del tornaconto ed è al di sopra dell’amicizia. Ha coraggio, sa assumersi rischi nelle situazioni incerte e se ne prende la responsabilità. E ancora: è credibile. Il sindacalista opera con trasparenza e onestà, adottando uno stile di vita che ispira stima e fiducia da parte dei lavoratori nella gestione delle trattative e degli accordi, nella scelta e nella valorizzazione dei militanti e nel dire ai lavoratori che sbagliano quando sbagliano. È realista e profetico insieme. Cerca sempre ciò che unisce. Sente che il sindacato è l’alternativa al far da sé e che affrontare le questioni assieme non solo è più efficace, ma è anche una opportunità di crescita».
Ultimo aggiornamento (Martedì 21 Giugno 2011 17:51)







