Giovedì, 31 Marzo, 2022

L’indennità di malattia sostituisce la retribuzione dei lavoratori dipendenti e degli apprendisti, durante le assenze per malattia per le quali si è impossibilitati – totalmente o parzialmente – a lavorare. Ne ha parlato il direttore del patronato Inas di Pisa Filippo Scanio sul settimanale Toscana Oggi nella rubrica Dalla parte del cittadino.
<L’indennità di malattia - ricostruisce il direttore del patronato - è riconosciuta per un massimo di 180 giorni nell’anno solare (per anno solare si intende il periodo di 365 giorni che decorre da un qualsiasi giorno dell’anno e termina il corrispondente giorno dell’anno successivo). Si ha diritto all‘indennità di malattia: fin dal primo giorno di lavoro; per tutta la durata del rapporto di lavoro; per 60 giorni successivi alla sospensione o cessazione del rapporto di lavoro (in tal caso l’importo è ridotto a 2/3 della misura normale).
Nei casi di assenza per malattia, il lavoratore deve: recarsi dal proprio medico curante che invierà direttamente all’Inps il certificato medico (in caso di ricovero, lo rilascerà la struttura sanitaria); rimanere presso il domicilio indicato nel certificato medico, per l’eventuale controllo fiscale, per tutti i giorni di durata della malattia (fasce orarie): per i lavoratori del settore privato è dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19; per i lavoratori del pubblico impiego è dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18. Se l’assenza nelle fasce orarie di reperibilità è legata a patologie e situazioni particolarmente gravi come, ad esempio, quelle che richiedono terapie salvavita, il lavoratore dipendente, sia privato che pubblico, non è tenuto a rispettarle>.
Per la maggior parte dei settori lavorativi - conclude Filippo Scanio <l’importo dell’indennità di malattia è pari: al 50% della retribuzione media giornaliera del mese precedente all’inizio della malattia, per i primi 20 giorni; al 66,66% della retribuzione media giornaliera del mese precedente all’inizio della malattia, per i giorni successivi al 20°. I contratti collettivi di lavoro prevedono quasi sempre che le percentuali siano integrate dal datore di lavoro, fino a garantire il 100% della normale retribuzione. Per i primi 3 giorni di assenza dal lavoro, l’indennità di malattia è a carico del datore di lavoro. Dal 4° giorno in poi, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro ma è a carico dell’Inps>.

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